La spalla è una delle articolazioni più importanti, citate e sollecitate durante il gioco del tennis. Dal tennista amatoriale, all’atleta junior al professionista, quasi tutti i giocatori vi raccontano di un momento nella loro esperienza o carriera in cui hanno avuto problemi o dolori più o meno grandi a carico di questa articolazione.

Sebbene gli infortuni alla spalla non siano i più comuni statisticamente, infatti la distorsione di caviglia è l’infortunio epidiologicamente più comune, gli infortuni agli arti superiori sono quelli in cui più spesso la problematica è cronica e non acuta (es. Strappo dei flessori di coscia).[1],[2]
Data la natura ripetitiva del gioco e dei colpie e la forte componente overhead, la spalla, fulcro di contatto tra l’arto superiore che impugna la racchetta e il tronco, è molto solleccitata e movimenti tecnicamente non perfetti portano abbastanza facilmente a problematiche ai tendini della cuffia dei rotatori o impegment subacromiale.

 

Ma come valutare dunque la spalla di un tennista?

La prima cosa da tenere a mente è il concetto di catena cinetica. Ogni colpo, soprattutto quelli complessi come il servizio, è il risultato di una sequenza di contrazioni muscolari e movimenti articolari coordinati tra loro, e la “rottura” in qualsiasi punto della catena pregiudica gli altri elementi, mettendoli a rischio di infortunio. Risulta dunque di fondamentale importanza valutare il tennista nella sua interezza, capita infatti spesso che una limitazione articolare all’anca o una scarsità di attivazione muscolare di un grande gluteo portino a dei compensi tali per cui è la spalla a risentirne. [3][4]

Limitandosi alla stretta valutazione della spalla invece, la prima valutazione è posturale e statica. Si mette l’atleta in piedi davanti a noi e lo si osserva. Nei professionisti e negli atleti junior elite è normale che la spalla dominante sia in posizione protratta verso l’avanti e abbassata, è così per l’82% dei professionisti ATP. Inoltre è comune anche l’atrofia del muscolo infraspinato[5].
Una posizione che evidenzia maggiormente eventuali asimettrie tra i due cingoli scapolari è quella del “Hands on Hips”, in cui l’atleta mette le mani sopra entrambe le creste iliache.
A questo punto si passa a valutare la mobilità attiva, valutando soprattutto la flessione di spalla e l’abduzione sul piano scapolare. Durante questi movimenti va posta l’attenzione sull’articolazione scapolo-toracica e sul movimento della scapola, alla ricerca di eventuali discinesie, ossia difficoltà di attivazione dei muscoli che muovono la scapola quando l’omero “sale” oltre i 90 gradi di elevazione. Negli atleti più forti e d’elite è preferibile farlo con dei pesi da 3/4kg di peso in mano, per favorire la comparsa del movimento discinesico. [6]

E’ bene sottolineare che la discinesia è un sintomo, ma non è un sinonimo di patologia, non è detto dunque che la sua presenza sia necessiaramente patologica, ma in caso di problemi o dolore dell’atleta si deve tenere in considerazione nella valutazione.
Adesso si passa a lettino dov’è di fondamentale importanza valutare le rotazioni passive, interna ed esterna, la valutazione va effettutata con l’atleta supino stabilizzando la scapola in modo che non compensi le rotazioni che l’operatore sta testando. La somma dei gradi delle rotazioni deve fare circa 180 gradi, ed è normale che nel tennista la rotazione interna della spalla dominante sia minore di quella della spalla non dominante, a patto che il range totale sia compensato da una maggiore rotazione esterna e che tra arto dominante e non dominante non ci siano più di 10 gradi di differenza nel totale del range of motion.  [7]

In caso la rotazione interna sia troppo limitata è bene intervenire tempestivamente per ripristinare i gradi mancanti in quanto l’atleta si trova a forte rischio di infortuni alla spalla.
A lettino si possono verificare anche le corrette attivazione dai rotatori della spalla isolando i movimenti che vogliamo testare e preferibilmente misurandoli con un dinamometro e non con il test di forza manuale, soggettivo e soggetto a errori operatore dipendenti.
La valutazione della spalla viene completata, oltre che dalla valutazione globale del paziente, analizzando e testando quindi il “resto del corpo” dell’atleta come già detto, con i test specifici per valutare la sofferenza del tendine del sovraspinato (Empty can, full Can e cin cin test), sottoscapolare (Napoleon Test) o per valutare uno specifico sospetto diagnostico (es. Test per instabilità di spalla).

Come sempre di fondamentale importanza il rispetto del team e dei propri limiti professionali, derivando quindi l’atleta a un Ortopedico di fiducia se i test rilevano condizioni patologiche specifiche della spalla, in modo da ottenere una diagnosi precisa ottenibile anche a grazie a esami strumentali prescritti dallo specialista.

 

 

 

 

Bibliografia:

 

[1]Pluim BM, Staal JB, Windler GE, Jayanthi N. Tennis injuries: occurrence, aetiology, and prevention. Br J Sports Med. 2006 May;40(5):415-23. doi: 10.1136/bjsm.2005.023184. PMID: 16632572; PMCID: PMC2577485.

[2]Kerr ZY, Lynall RC, Roos KG, Dalton SL, Djoko A, Dompier TP. Descriptive Epidemiology of Non-Time-Loss Injuries in Collegiate and High School Student-Athletes. J Athl Train. 2017 May;52(5):446-456. doi: 10.4085/1062-6050-52.2.15. Epub 2017 Mar 30. PMID: 28358221; PMCID: PMC5455248.

[3]Lintner D, Noonan TJ, Kibler WB. Injury patterns and biomechanics of the athlete’s shoulder. Clin Sports Med. 2008 Oct;27(4):527-51. doi: 10.1016/j.csm.2008.07.007. PMID: 19064144.

[4]Sciascia A, Thigpen C, Namdari S, Baldwin K. Kinetic chain abnormalities in the athletic shoulder. Sports Med Arthrosc Rev. 2012 Mar;20(1):16-21. doi: 10.1097/JSA.0b013e31823a021f. PMID: 22311288.

[5]Ellenbecker TS. Chap 10 Muscoloskeletal screening for the elite and developing tennis player. In: Di Giacomo G, Ellenbecker T, Kibler WB, editors, Tennis Medicine Cham: Springer 2018

[6]Kibler WB, Uhl TL, Maddux JW, Brooks PV, Zeller B, McMullen J. Qualitative clinical evaluation of scapular dysfunction: a reliability study. J Shoulder Elbow Surg. 2002 Nov-Dec;11(6):550-6. doi: 10.1067/mse.2002.126766. PMID: 12469078.

[7]Ellenbecker TS, Roetert EP, Bailie DS, Davies GJ, Brown SW. Glenohumeral joint total rotation range of motion in elite tennis players and baseball pitchers. Med Sci Sports Exerc. 2002 Dec;34(12):2052-6. doi: 10.1097/00005768-200212000-00028. PMID: 12471315.